skip to Main Content

Roba da matt

Dopo la messa delle 10 gli si era avvicinato il Franco Ghiringhelli chiedendogli se poteva ricevere lui, sua moglie e i due cognati nel pomeriggio, non aveva aggiunto altro e Don Canzio, parroco di Cadrenzate aveva acconsentito, la sua porta non era chiusa a chiave neanche di notte.

Li aveva ricevuti alle due, i bambini dei quattro erano all’oratorio. Si erano accomodati in cucina intorno al tavolo con su la cerata, il piatto sporco nel lavandino.

Dopo due parole sui bambini che crescevano bene la conversazione si fermò.

Il Don chiese “Allora? A cosa devo la visita?”
Una pausa, nessuno fiatava, poi la Elena aprì bocca.
“Don, ci siamo innamorati.”
“E allora? Vi siete sposati qui con me, cos’è, amore a scoppio ritardato?”
“No ecco, è che io mi sono innamorata di mio cognato e mia sorella di mio marito.”
“Oh Signore Bello! Cosa vi è saltato in mente? Voi due uomini, sono due sorelle, della stessa marca, capisi no!”
“Don non c’è niente da capire, è successo!”
“Non me l’aspettavo.”
“Don non ci siamo mai traditi, cioè, capisce, fino ad oggi.”
“E per cominciare vi serve che io dica ‘va bene, l’amore prima di tutto’ tanto si sa, le cose vanno e vengono e cosa vuoi che sia, ci togliamo la curiosità.”
“Don non capisca male, noi non sappiamo come fare, sono tre mesi che non tocco mia moglie, non mi va più, sono innamorato di sua sorella.”

Il Don si fa serio. “Cavolo, niente ‘Pazza idea’ di Patty Bravo, ti fa onore. Io sono entrato in seminario a venticinque anni e sono sempre stato molto vivace, so di cosa si parla, come si fa non l’ho imparato sui libri di scuola però non mi sono mai innamorato veramente, se no non sarei qui. Non so come potrebbe essere da innamorati, cosa cambia, cosa c’è di così diverso?”
Silenzio.
Silenzio.
Parla il Fabio, lui ha una ferramenta, è un uomo pratico.
“È come…
È come…
È come se ce l’ha solo quella lì, non ti interessano più le altre.”
“Allora è una cosa seria. Tra tanti e tanti milioni di persone…come diceva quella canzone.”
“Lei ci deve aiutare.”
“Meglio prevenire che curare, certo, non chiedetemi però soluzioni, non esistono vie d’uscita indolori.”
“Non sappiamo come fare, Don.”

Il Don adesso non sembrava coinvolto dalla gravità della situazione, aveva capito che ce la poteva fare. Tranquillo con le braccia conserte, li guardava come li guardava quando spiegava loro il catechismo.
“Questo è il mio consiglio, ne ho viste tante, troppe, non voglio che facciate errori stupidi, non è vero che, come dice Mogol: ‘Resteremo sempre buoni amici, cerca di evitare i posti che conosco e che conosci anche tu nasce l’esigenza di fuggirsi per non ferirsi di più, prendila così, no non ne facciamo un dramma’.

Questo lo diceva parlando a tanti dando del tu, adesso faccio la stessa cosa, ascolta quello che ti dico , non adopero il voi che magari uno può pensare “Forse non parla con me”, parlo con te Fabio, parlo con te Elena, parlo con te Franco, parlo con te Marisa.
Primo, come hai fatto ad innamorarti?”
Come quando a catechismo li guardava aspettando una risposta gli stavano tutti con gli occhi addosso, il Don guardò ognuno in faccia velocemente, sorridendo, sapeva che non c’è una risposta.
“Se non ci hai mai neanche provato come dici, non è stato il lato fisico che ti ha attratto, saranno state cose diverse, nate da una stima reciproca, ammirazione per l’altro. Allora perché rovini tutto?

Secondo, se non ti sei ancora lanciato nella nuova avventura è perché hai delle remore.

Terzo, venite qui, voi due uomini, stringetevi la mano come quando ci si mette d’accordo per il prezzo di una vacca. Ecco questa è la distanza minima a cui devi tenere la sorella di tua moglie.

Quarto, dammi fiducia per un mese, porta pazienza.

Quinto, non andare da nessun avvocato, soprattutto a chiedere consiglio, a parole tutti vogliono tenere insieme le famiglie, di fatto una volta si andava dal prete che sgridava lui, chiedeva di pazientare a lei e le cose stavano in piedi, adesso è una catastrofe. Ho visto che il matrimonio è fatto a scalini, le cose cambiano, il sesso è secondario.

Sesto, io non so che cosa o chi tiri le frecce dell’amore, quello che so è che certe volte succede come con il temporale d’agosto, tuoni, fulmini lampi, poi si schiarisce e passata la notte ritorna il sereno, passa la fissazione e uno si chiede chi gliel’ha fatto fare.

Settimo, avete tre bei bambini e ne va della loro serenità.

Ottavo, nessuno meglio di te può capire il tuo consorte.

Nono, decimo, undicesimo, come gli Apostoli buoni, non pensare, non cercare, non credere che esistano soluzioni.

Dodici, faccio la moka grossa e tiro fuori gli amaretti”

Silenzio.

Il Don pensa che se sono venuti da Lui era perché volevano sentirsi dire quello che un prete può dire.

“Ci vediamo tra un mese e ricordati che l’amore è cieco ma che i problemi ci vedono molto bene.”

Passarono parecchie settimane ma non tornò nessuno dal Don, il temporale era durato sei mesi ma era passato senza danni ingenti né alle cose né alle persone.

Il Don ben sapeva che le anime sono infrangibili a meno che decidano di fare di tutto per rovinarsi da sé.

Roba Da Matt
Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Back To Top